Lavarsi, con cosa?

 Nel mondo della detergenza la scelta è molto vasta, vediamo cosa ci offre il mercato! Quando dobbiamo scegliere con cosa lavarci, abbiamo fondamentalmente due scelte: uno è il sapone, un'altro è il detergente sintetico (syndet). Il sapone è ottenuto da grassi naturali scaldati assieme ad acqua e soda caustica, i grassi vengono così attraverso una reazione chimica trasformati in sapone. A seconda dell'olio di partenza si hanno saponi più o meno sgrassanti, più o meno schiumogeni. Sgrassanti e schiumogeni sono quelli ottenuti da olio di cocco o di palma (in inci li troverete come: sodium cocoate, sodium palmate) meno aggressivi sono quelli ad esempio da olio di oliva (sodium olivate) o da sego animale (sodium tallowate), che però essendo appunto derivante da animali per ragioni etiche sarebbe meglio evitare; è frequente trovarlo nei saponi di marsiglia, che in teoria dovrebbero essere fatti con l’olio di oliva, in pratica per risparmiare il produttore utilizza gli scarti di macellazione.
In media le saponette che trovate in vendita non sono mai fatte a partire da un unico tipo di grasso, perchè ad esempio il sapone di cocco è bianco, molto duro e molto sgrassante, da solo non sarebbe piacevole da usare, se lo mescoliamo con un sapone di olio di oliva, molto più morbido, poco schiumogeno e poco sgrassante, otteniamo un prodotto che lava abbastanza, fa schiuma sufficiente, non è troppo aggressivo, non ha un colore troppo infelice (il verde dell'oliva) ma più chiaro; insomma una giusta miscela di partenza dà un sapone di qualità superiore a quello che si potrebbe ottenere da un solo tipo di grasso.
Di saponi abbiamo quelli solidi (la classica saponetta) e quelli liquidi, in cui al posto della soda caustica si usa la potassa caustica, ma questi ultimi è molto difficile trovarli in commercio.

Sono basici, nel senso che liberano in soluzione acquosa un pH dal 9 al 10 normalmente; quello della pelle è di 5.5, delle lacrime circa 7, delle parti intime femminili circa 4, quindi i saponi squilibrano il naturale grado di acidità della pelle, dando bruciore degli occhi ad esempio, e alle volte alle parti intime. Dal punto di vista della detergenza, sono abbastanza sgrassanti, ma a contatto con l’acqua del rubinetto, che contiene sempre sali disciolti, formano dei sali insolubili che si depositano sulla pelle proteggendola dall’eccessivo sgrassamento del prodotto stesso. Quei sali insolubili sono quel deposito leggermente untuoso che si trova sul bordo della vasca dopo essersi lavati; non è sporco della nostra pelle, ma è il sapone che ha fatto reazione chimica con i sali disciolti nell’acqua.

Se per il corpo può andare bene lavarsi con un sapone per i capelli la cosa è improponibile: il pH basico ne apre le squame, i sali insolubili di cui parlavamo prima si depositano sui fusti rendendoli opachi, duri, impettinabili. Le nostre nonne che non avevano altro per lavarsi le chiome ovviavano a questo inconveniente con un ultimo risciacquo a base di acqua e aceto, che scioglieva i sali insolubili e richiudeva le squame lucidando i capelli.

Poi ci sono i syndet, che sono fatti non con saponi, ma con tensioattivi, sempre di produzione industriale e quindi sintetici; non si trovano tal quali in natura. 

Esempi classici di syndet sono il sapone liquido, lo shampoo, il bagnoschiuma.

In inci il tensioattivo più diffuso è il sodium laureth sulfate; lo troverete in tantissimi prodotti liquidi per lavaggio. Il bello di questi detergenti è che possono essere preparati anche a pH acido, quindi molto più dermocompatibile; avremo quindi detergenti intimi a pH 4 o 3.5, shampoo a pH 5, bagnoschiuma a pH variabile tra il 5 e il 6, shampoo per bambini a pH 7 che dovrebbe evitare le lacrime (il condizionale è d’obbligo!).

Dal punto di vista della detergenza al contrario dei saponi funzionano anche in acque dure (piene di sali disciolti), e non producono sali insolubili; lavano molto bene, anche troppo, e se la formulazione non è fatta bene (con sostanze addolcenti e una scelta oculata dei tensioattivi) possono sgrassare troppo la cute portando a dermatiti, pelle secca, irritazioni varie.
Esistono anche i syndet solidi (i famosi sapone-non sapone o i "pani dermatologici") a base di sodium lauryl sulfate e cocamide DEA, molto sgrassanti ma a pH dermoaffine; anche qui dipende tutto da come sono stati formulati: se per esempio sono surgrassati con qualche olio saranno sufficientemente delicati, se invece sono lasciati tal quali, possono risultare molto aggressivi.

Un altro tipo di detergente, che tecnicamente fa sempre parte dei detergenti sintetici, è l'olio lavante; ce ne sono alcuni in commercio per i capelli e sta aumentando l'offerta di quelli per il corpo. Dal punto di vista inci sono sempre un tripudio di sostanze sintetiche e di derivazione petrolifera; dal punto di vista della delicatezza sgrassano effettivamente di meno e sono più delicati.

Effetto che comunque un consumatore attento alla salute della sua pelle e dell'ambiente ma con la cute troppo secca riesce facilmente ad ottenere: basta proteggere le parti del corpo più disidratate con olio vegetale, ad esmpio quello di mandorle, prima di usare il bagnoschiuma. Non c'è neanche bisogno della crema idratante dopo, provare per credere! ;-)