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roseVi faccio questo regalo Smile - la rosa è interessantissima (fiore straordinario e dalle straordinarie e magiche proprietà).
Tempo fa avevo chiesto sia a Marco Valussi, come fitoterapeuta sia a P.Porto, come chimico cosmetologo, di raccontarmi tutto sulle varie rose.

Ecco che cosa mi hanno scritto- (vi avviso che è uno straordinario report sulle rose).

[Edit Barbara3: contiene ricette fai da te ;)] 

PIETRO PORTO

La Rosa canina

La Rosa canina , chiamata anche rosa di macchia , è una delle innumerevoli specie di rose selvatiche che crescono spontaneamente nei boschi delle nostre campagne, soprattutto nell'Appennino.

Il termine rosa ha origine celtica e significa rosso, mentre la parola canina deriva dall'antica credenza che la radice di questa pianta servisse per curare la rabbia dei cani e le persone ferite dai loro morsi.

Le parti utlizzate sono: i falsi frutti detti anche cinnorrodi, i petali e i boccioli.

Falsi frutti: sono le bucce dei Cinorrodi svuotate dei frutticini legnosi e dei peli urticanti che rappresentano la vera droga vegetale della Rosa canina.

Una volta essicate hanno mostrato di contenere un’alta dose di vitamina C naturale e biodisponibile insieme a carotenoidi, flavonoidi, pectine, tannini e antociani.

Non tutte le specie di rose selvatiche poi presentano il medesimo contenuto di Vitamina C.

Per esempio la Rosa pendulina o Rosa alpina ha un contenuto di vitamina C, calcolato su 100g di polpa fresca dei falsi frutti pari a 1100mg , pari a 3 volte quello della Rosa canina.

Gli estratti di Rosa canina titolati e standardizzati in Vitamina C sono gli unici che garantiscono la disponibilità della vitamina e ne consentono una certa funzionalità a livello cutaneo.

I vantaggi di utlizzare un estratto di Rosa canina rispetto alla vitamina C usata allo stato puro sta nel fatto che l’estratto risulta maggiormente biodisponibile per l’attività redox per la presenza di carotenoidi e flavonoidi, i quali migliorano e sinergizzano l’efficacia radical scavenger della vitamina C.


Famosa è la ricetta della maschera di bellezza ottenuta omogeneizzando con un frullatore i falsi frutti freschi di rosa canina (tagliati, svuotati dei frutti legnosi con cura e lavati più volte per eliminare i piccoli peli aguzzi che possono conficcarsi nella pelle). Questa maschera è una delle più efficaci per il suo effetto schiarente, levigante e tonificante della pelle.


Petali di rosa:

I petali freschi della rosa in genere possono essere utlizzati nel seguente modo:


1) Per infusione sfruttando le loro proprietà rinfrescanti e astringenti delle sostanze tanniche presenti e possono quindi trovare un certo ultilizzo nei tonici per le pelli delicate.

Un metodo di preparazione può essere il seguente: prendere una manciata di petali di rosa canina essiccati, mettere in infusione in mezzo litro d'acqua bollente. Lasciare riposare per 20 minuti, filtrare e utlizzare come tonico per la pelle .

2)Per estrazione delle antocianine presenti nei colori dei petali e sfruttando per le loro proprietà capillaroprotettrici, rinforzanti del microcircolo e antiossidanti.

Le antocianine delle rose

ll colore di molti fiori deriva da composti che hanno la struttura fondamentale dei flavoni e prendono il nome di antociani. La policromia dei petali di rosa va dal bianco al rosso attraverso un’infinità varietà di gradazioni.

Questa colorazione viene prodotta da due classi di pigmenti: i carotenoidi e le antocianine appartenenti al grande gruppo dei flavonoidi.

Mentre i carotenoidi sono maggiormente contenuti nelle rose bianche e gialle, le antocianine spaziano nei petali dalle tonalità rosa fino ai rossi più accesi.

E’ interessante notare che il colore varia al variare del mezzo (pH). Lo stesso colorante
glucosidio cianina, la principale antocianina contenuta nei petali, è responsabile dl colore rosso delle rose (a linfa acida) e del colore blu del fiordaliso (a linfa alcalina). Un comportamento simile si osserva per es. nei fiori di Ipomea (Ipomea purpurea) che appare blu intenso al mattino, diventa viola nel corso della giornata e rosa alla sera quando il fiore appassisce e fa prevalere l’acidità.

l glucoside cianina si riscontra in tutte le rose selvatiche europee ed è quella che imprime le tonalità che vanno dal rosa fino al rosso intenso. La peonina, altra antocianina responsabile anche del colore del rosso ddel geranio assorbe invece luce ad una lunghezza d’onda maggiore della cianina ed i fiori contenenti peonina sono color rosso tendente al blu. La pelargonina invece è responsabile delle colorazioni dei petali che vanno dal rosso mattone al rosso arancio ecc.ecc.

L’ottenimento delle antocianine può essere ottenuta per sottoponendo i petali di rosa a macerazione in una miscela di acqua e alcol ad opportuna gradazione e concentrando successivamente fino adeliminazione del solvente.

La Rosa bulgara o damascena (di Damasco)

Ci sono solo due posti al mondo dove clima, terreno ed altri fattori ecologici hanno favorito lo sviluppo di questa rosa, regina fra tutte per il suo profumo inebriante: la “valle delle Rose” a Kazanlik in Bulgaria e la valle di Isparta in Turchia.

La Valle delle Rose

Le prime piantagioni di rose sorsero a partire dal xvii intorno alla città di Kazanlik nella Bulgaria centrale e quindi si estesero nella valle compresa tra le catene montuose di Stara Planina e Sredna Gora che prese in seguito il nome di Valle delle rose.

Da lì la varietà di rosa “Kazanlik” fu portata in Turchia dai comercianti ottomani durante gli spostamenti di popolazioni che seguirono la guerra tra Russia e Turchia nel 1878. Le rose bulgare di Kazanlik furuno piantate in vari posti ma prosperarono solo nei terreni vulcanici e sabbiosi intorno a Isparta ed è qui, in questa regione della Turchia, che oggi che si concentra la produzione di rose da profumo più alta nel mondo...

I componenti caratteristici di quest’olio essenziale sono : geraniol (fino al 75%), citronellol (20%) e nerol (20%), e idrocarburi come il nonadecane o l’ heneicosane (fino al 10%).

Un componenete-traccia importante dell’olio di rosa è il ß-damascenone che, malgrado la sua concentrazione molto bassa (0.01%), ha una notevole influenza sulla qualità dell’olio essenziale: insieme con composti come il ß-damascone e ß-ionone, si forma per degradazione enzimatica dai carotenoidi presenti nei petali!

Un’altra caratteristica dell’odore di Rosa è il 2-phenyl ethanol, che durante la distillazione si accumula nell’acqua di rose che distilla, conferendo ad essa il suo caratteristico profumo molto diverso dall’essenza pura.

Dalla distillazione di 100kg di fiori freschi di rosa damascena si ricavano circa 10 g di assoluta .

In alternativa estraendo con solvente tipo esano si ottiene una massa cerosa e scura che prende il nome di concreta. La resa in questo caso può arrivare anche a 10 volte quella ottenuta per distillazione con il vantaggio che la concreta conserva meglio la fragranza originaria per la presenza anche del 2-phenyl ethanol.

La Rosa centifolia o Rosa di maggio

Si coltiva principalmente nella vallata di Dadès nella regione di El Kalaat M’Gouna in Marocco, una regione di mezzo compresa tra le nevi dell’Atlante da una parte e il torrido sole del Sahara dall’altra.
Questa varietà di piccole e delicatissime rose forma alti e fitti cespugli alti fino a 3 metri con rami irti di spine laterali. Le sommità fiorite portano fiori rosa dalle piccole corolle dense di petali.

I fiori, delicatissimi, nel periodo di raccolta vanno spiccati manualmente uno ad uno e occorrono circa 500kg di rose fresche (quasi 100 mila fiori) per ottenere un solo kg di concreta.

I segreti della concreta

Una volta raccolti i boccioli di rosa si seguono due procedimenti per il trattamento delle rose:

1) l’estrazione con solventi tipo esano o etere di petrolio in cui il solvente per contatto diretto con i petali assorbe gli elementi aromatici presenti nei boccioli freschi. Si allontana poi il solvente per distillazione per ottenere alla fine una cera chiamata "concreta", unione di oli essenziali e cere. Si passa la concreta nell'alcol per eliminare la cera, poi nel refrigeratore perchè si rapprenda. Infine si filtra e si ottiene l'alcolato. Per successiva distillazione dell'alcolato si ottiene l’essenza pura chiamata assoluta.

2) la distillazione indiretta in alambicchi di rame per ottenere l’essenza di Rose (500kg di rose per 2500 litri di acqua)
Il prodotto più richiesto in questo caso dai profumieri è proprio la concreta perchè conserva meglio la fragranza originaria. La sua composizione è la seguente: Geraniolo, Rhodinol, Nerolo, Farnesol, Feniletilico-Alcool.

Rosa rubiginosa (mosqueta del Cile)

Dai cinorrodonti di questa rosa selvatica originaria delle Ande e meglio nota come Rosa Mosqueta, si ottiene per spremitura dei frutti un olio ricco in acidi grassi polinsaturi la cui composizione principale è la seguente:
acido oleico..........15% monoinsaturo con doppio legame
acido linoleico.......44% polinsaturo con due doppi legami
acido linolenico.....33% polinsaturo con tre doppi legami

Si è dimostrato che l'applicazione topica di questi lipidi nel caso di secchezza e disidratazione cutanea migliora la protezione della pelle contro gli agenti esterni dannosi quali sole, smog, freddo ecc. e rallenta il processo di invecchiamento provocato dall'eccessiva evaporazione di acqua.

La nostra pelle infatti con l'avanzare dell'età tende a diventare più secca e sembra che ciò sia collegato con la perdita di quel materiale cementante di natura grassa che si trova negli spazi intercellulari delle cellule epidermiche più superficiali e la cui integrità risulta di fondamentale importanza per contrastare le perdite eccessive di acqua dagli strati cutanei più profondi. Perchè si formi questa barriera naturale è indispensabile che la nostra dieta sia ricca di acidi grassi polinsaturi, come è dimostrato dal fatto che una loro carenza nell'alimentazione provoca desquamazione cutanea, arresto della crescita e aumentato consumo di acqua da parte dell'organismo. Il nostro organismo però con l'avanzare dell'età può trovarsi nella condizione di non poter utilizzare al meglio questi grassi e una delle conseguenze manifeste può essere una disidratazione eccessiva della pelle con il formarsi sul volto di tante piccole e impercettibili rughette, distinte da quelle più importanti e severe di espressione, che attraversano l'intera superficie cutanea rendendo la pelle meno attraente, opaca e prematuramente più vecchia.

L'olio di Rosa rubiginosa per l'alto contenuto di acidi grassi polinsaturi costituisce un valido aiuto per far regredire l'insorgenza delle piccole rugosità, riformare quel materiale grasso che si trova tra le nostre cellule epidermiche e ripristinare le funzioni di barriera della nostra pelle. Queste proprietà fanno dell'olio di Rosa Rubiginosa un prodotto attivo nella rigenerazione cellulare, con ottimi risultati nel mantenimento della freschezza, nella prevenzione e nell'attenuazione delle rughe.

Se vogliamo quindi sfruttare al meglio le proprietà di ciascuna rosa potremmo utilizzarle in questo modo:


Rosa canina
:
estratto secco dei falsi frutti titolato in vitamina C con tutto quello che comporta l’utlizzo della vitamina in campo cosmetico (antiaging, attività radical scavenger, aumento della quota di collagene nativo, lepismatica ecc ecc).
Petali di rosa canina per l’ottenimento di una soluzione sfruttabile come lozione ma anche come fase acquosa per prodotti in crema. Ancora petali di rosa per l’ottenimento di antocianine e carotenoidi sfruttabili per le loro plurivalenze in campo cosmetico (antiox, fragilità capillare, anticollagenasica, antijaluronidasica ecc.ecc. )

Rosa bulgara:
solo l’assoluta di rosa per dare la profumazione al prodotto

Rosa Centifolia:

1) sfruttare la concreta per completare la profumazione dell’assoluta di Rosa bulgara

2) utlizzare i corpi cerosi che rimangono dalla concreta (cere e caroteni) una volta estratta l’assoluta con alcool per andare a parte della fase grassa delle creme in genere in sotituzione di alcool cetilico per esempio.

Rosa rubiginosa:

Utlizzando i poliinsaturi estratti dai frutti


MARCO VALUSSI

Beh, non ho da aggiungere altro (Pietro ha già risposto a tutte le domande:-) ) se non una descrizione dell'olio essenziale di rosa, inteso come ricavato sia da:

1. Rosa damascena Miller

che da

2. Rosa centifolia L.

Sinonimi e nomi commerciali:

1.
Rosa bifera Pers.
Rosa calendarum Borkh.
Rosa di Damasco
Rosa bulgara
Rosa d’Isparta
2.
Rosa della Provenza
Rosa Marocco
Rosa francese

Varietà

Moltissime varianti e cultivar. Rosa damascena var. alba (rosa bianca) è la varietà coltivata in Bulgaria, mentre la R. damascena forma trigintipetala Diek. e la Rosa damascena var. kanzalik sono le cultivar di damascena più utilizzata. Molto utilizzati anche gli incroci tra Rosa centifolia e Rosa gallica.
Altre specie utilizzate Rosa gallica (cultivar “Conditorium” e “Officinalis”) e Rosa alba. Meno utilizzate Rosa indica, Rosa rugosa e Rosa moschata.

Resa

0.033%-0.015% per l’OE
0.05-0,25% per l’assoluta.
R. centifolia ha una resa più elevata di R. damascena

Note
La ragione per cui gli OE non sono solitamente d’alta qualità organolettica è che la distillazione a caldo spesso provoca la degradazione dei composti più delicati, e causa la comparsa di note bruciate (note empireumatiche). Con i moderni miglioramenti delle tecnologie di distillazione alcuni degli oli d’origine Turca stanno però raggiungendo ottimi livelli di qualità. E’ da rilevare il fatto che dei 300 e più componenti nell’OE di Rosa, il ?-damascenone, presente allo 0.14%, dà circa il 70% della profumazione dell’OE stesso, mentre il citronellolo contribuisce solo per il 4.3% nonostante che sia presente ad alte percentuali (18-55%)
L’OE di Rosa può solidificare a basse temperature a causa dell’alta percentuale di stearoapteni (paraffine).
Le assolute di rosa rappresentano meglio l’aroma del fiore di rosa poiché contengono elevate percentuali di composti idrosolubili, soprattutto ?-fenil-etil-alcol, che danno note caratteristiche all’aroma. Le assolute sono spesso commercializzate come oli di rosa, ma è importante sottolineare il fatto che non lo sono.

Adulterazione

Dato che è uno degli oli più costosi sul mercato, l’adulterazione è la norma e spesso è estremamente sofisticata e difficile da riconoscere. I materiali più spesso utilizzati per adulterare l’OE di Rosa sono gli OE ad alto tasso di geraniolo come Palmarosa o Rose di qualità inferiore, oppure con OE ricostruiti contenenti alcol feniletilico, citronellolo, ciclamale, amil salicilato, geraniolo, isoeugenolo, dietilftalato, eliotropina, frazioni dell’OE di Pelargonium spp (rodinolo, ecc.).

Per ingannare gli esperti questi materiali sono utilizzati solo al 5-8%. A volte l’otto di Rosa consiste del distillato originale più l’acqua di coibentazione (che porta la maggior percentuale d’alcol fenil etilico).
L’adulterazione dell’assoluta è fatta con frazioni sintetiche di Palmarosa, con balsamo del Peru, OE di Costus, assoluta di Syzygium aromaticum.

Composizione chimica

Idrocarburi N-paraffine da C14 a C23 (stearoapteni) fino al 22%
Monoterpenoli Geraniolo (% elevata), (-)-citronellolo (fino al 45%), nerolo (5%), (-)-linalolo
Alcoli Feniletanolo (fino al 3% R damascena, fino al 63% R. Centifolia), farnesolo (più del 2%)
Esteri Più del 5%
Fenoli e metil eteri Eugenolo (1%), metil eugenolo (meno dello 1%)
Chetoni ? E ?-damascenone (0.14%), ?-damascone (0.01%) ?-ionone (più dell’1%)
Ossidi (4R)-cis-rosa ossido; (4R)-trans-rosa ossido; (+ -)-nerolo ossido. (in tutto meno del 10%)
Composti azotati Rosafurano (più dell’1%) e moltissimi altri elementi in tracce

Uso storico


I diversi estratti di Rosa sono stati utilizzati fin dai tempi antichi nella cosmesi. L’analisi di vari unguenti ritrovati in tombe risalenti al 2000 AC hanno rivelato tracce di Rosa. Nel medioevo gli unguenti di Rosa erano impiegati in per “calore” ed “infiammazione” della testa, per “massaggiare la fronte e le tempie e per raffreddare e guarire le pustule rosse”. Era usato per “raffreddare le infiammazioni e i gonfiori caldi, e per rallentare e fermare i flussi d’umori e le piaghe”. Oggigiorno è soprattutto impiegata come componente aromatica nelle preparazioni cosmetiche e nelle profumazioni. L’idrolato è impiegato come leggero astringente/tonico.

Uso in profumeria

La Rosa è stata per secoli di fondamentale importanza per la profumeria, sia com’essenza floreale singola (Ghost) che in combinazione con altre note floreali, come il gelsomino (Chanel No. 5) e violetta (Paris YSL). Le note rosate sono state utilizzate anche insieme a note legnose e ad aldeidi e per accordi di cipria dolce.

Caratteristiche organolettiche

Colore
L’assoluta di Rosa centifolia ha un colore che va dal marrone-giallo al verde, mentre la Rosa damascena va dal giallo profondo al rosso-marrone. Entrambe sono dense.

Profilo olfattivo

I principi profumati della rosa sono stati studiati moto a fondo, e l’influenza dei vari costituenti sul profilo odoroso finale possono essere definiti con una certa accuratezza. Gli alcoli della rosa, (-)-citronellolo, geraniolo, nerolo, ?-fenil-etil-acol e il linalolo danno corpo alla nota floreale. Il rosa-ossido e il nerolo-ossido possiedono inusuali note di testa verdi, virate verso il geranio; il rosa furano e il p-9-mentenale sembrano aggiungere elementi citrici, mentre le note speziate sono dovute in parte al metileugenolo e quelle mentate al (-)-carvone. Il carattere grasso è dovuto alla presenza di alcoli alifatici come ottanolo e nonanolo, e da aldeidi come ottanale e decanale. Le note fruttate possono essere attribuite al ?-damascone e al ?-damascenone. Una certa influenza hanno anche lo ?-ionone (violetta), il ?-fenil-etilacetato, il butirato ed il benzil tigliato. Il tutto viene in qualche modo “elevato” a note più di testa grazie alla presenza di tracce di monoterpeni, mentre le paraffine ammorbidiscono le note. Ci sono naturalmente ancora moltissimi elementi che contribuiscono all’aroma. (vedi Lawrence 1991).
L’analisi dell’headspace di quattro tipi di rose ha rivelato che i composti maggiori sono 3,4-dimetoxitoluene, teaspirani e derivati dello ionone (Brunke et al 1992).

Note generali

La maggior parte degli estratti di Rosa possiede la fragranza caratteristica delle rose, ma i differenti tipi d’estratti variano molto in intensità e nota floreale. Entrambe le assolute di R. centifolia e di R. damascena sono fortemente aromatiche. Diversamente, alcuni tra gli OE più costosi come quelli turchi o bulgari, possono non avere una fragranza cosi naturale e rosata come quella degli assoluti. Gli oli estratti per CO2 o per distillazione molecolare sono di qualità superlativa e sono utilizzati soprattutto per fragranze alimentari e profumi d’alta qualità

R. centifolia assoluta Marocco

Prodotta attraverso estrazione etanolica della concreta di R. centifolia.
L’odore ha un carattere di rosa pieno e rotondo, mielato e dolce con una leggera legnosità. E’ più sottile e meno raffinato della nota dell’assoluta egiziana. Nota finale rotonda e piena di rosa con una nota alta di foglia fresca, e qualche caratteristica mielata con legno.

R. centifolia olio Rosa di Maggio
Prodotta a Grassè da un ibrido tra R. gallica e R. centifolia. Da sempre considerata la rosa con le migliori caratteristiche di profumazione. Il fiore ha una fragranza compatta di rosa con una nota speziata (cannella), l’OE ha un aroma rosaceo fresco, potente e di testa, dolce ma mielato e speziato. Meno fruttato dell’OE Turco. Nota finale ha un carattere delicato ma abbastanza forte e rotondo di petalo di rosa.

R. centifolia olio Marocco
Odore rosaceo rotondo (non di testa) tipo ?-fenil-etil-alcol/citronellolo; non fruttato o ricco come l’otto Bulgaro, ma dolce e con qualche accenno a note animali. Nota finale è di rosa/?-fenil-etil-alcol; molto delicata e sorprendente, soprattutto se comparata alla nota di testa piuttosto insoddisfacente.

R. damascena concreta Bulgaria
L’odore è di rosa, caldo e rotondo, con carattere di petalo di rosa, potente e molto energetico. La nota finale è fresca, forte ma delicata, di petalo di rosa.

R. damascena otto Bulgaria
Odore potente, di testa e rotondo, fruttato-rosaceo, con un carattere quasi animale e di liquore. Nota finale deludente, carattere di te/rosa, di legno leggermente affumicato, con un pallido accenno a legno di guaiaco.

R. damascena otto Turchia
Odore con nota di testa forte e fruttata, con carattere speziato e profondo di rosa, anche se meno rosaceo e floreale dell’OE bulgaro. Nota finale ha un profilo potente di foglia di rosa fresca, con dello speziato e del fruttato e una vaga nota legnosa.



Attività

Attività olfattiva
L’OE ha mostrato, in studi effettuati su esseri umani, una ridotta e in alcuni casi nulla capacità di modificare alcuni parametri dell’attività elettrica del cervello (CNV). Quando la modificazione è stata dimostrata, essa è stata interpretata dagli autori come un’azione di tipo stimolante (Manley 1993; Torii et al. 1988; Kubota et al. 1992).

Altre attività
Effetto antispasmodico
Sia OE sia assoluta di rosa hanno mostrato attività spasmolitica in vitro (Lis-Balchin, Deans and Hart 1994).

Azione antibatterica
Il farnesolo è utilizzato in cosmesi perché è batteriostatico nei confronti dei batteri della cute responsabili per la metabolizzazione del sudore. Il citronellolo è attivo nei confronti di vari batteri. I vapori d’OE di rosa “kazanlik” hanno avuto effetto su di un batterio sui cinque testati.

Azione coleretica
L’OE di rosa, aggiunto agli alimenti, ha avuto un effetto coleretico su animali (Leung e Foster 2000).



Indicazioni possibili

Pelle e sistema tegumentario: utilizzata in molte preparazioni locali antinfiammatorie per la pelle, per leggere scottature e abrasioni, per tutti i tipi di pelle, come eczema, acne, pelle secca, sensibile, matura e con rughe; perfetto per dermatiti allergiche nei bambini. L’idrolato è molto utile in caso di congiuntivite, ma bisogna assicurarsi dell’assoluta sterilità del preparato.

Sistema respiratorio: gli estratti di rosa possono essere utilizzati in inalazione (sia dalla classica terrina di acqua calda che da un fazzoletto) per ridurre l’infiammazione e il dolore alle mucose nasali ed orali in caso di raffreddore, tosse, mal di gola, rinite allergica.

Sistema nervoso: l’OE di Rosa può essere usato nell’acqua del bagno per concedersi un periodo di relax dopo una giornata difficile e stressante; poche gocce bastano per profumare la pelle per molte ore. E’ una delle fragranze da inalare più amate e più utili in caso di stress, tensione, insonnia; può essere inalata, utilizzata in pout-pourri, oppure utilizzata nel diffusore, e si miscela facilmente con altri oli. E’ naturalmente un ottimo OE da massaggio, a condizione che non si esageri con i dosaggi (una goccia è solitamente più che sufficiente), ed è utilizzato spesso dagli aromaterapeuti per condizioni d’ansia, tensione premestruale, insonnia, mal di testa e palpitazioni ansiose. Molto in ogni modo dipende dalle preferenze individuali e dalle reazioni ad una profumazione molto caratteristica, ma che è stata associata al rilassamento e al piacere da millenni.


Dati di sicurezza

Tossicità
LD50 orale = 5.0 gr/kg
LD50 cutanea = 2.5 gr/kg (non testato per l’assoluta)
Dose media letale per un bambino di 3 anni = 70 ml

Studi su esseri umani
L’OE non ha causato né irritazione né sensibilizzazione al 2%. L’assoluta (R. centifolia) ha causato sensibilizzazione al 2% (Watt 1997).
Rari casi di dermatite in individui ipersensibili (Vilaplana et al 1991).
Dati risalenti agli anni 30-40 riportano alcuni casi (25) di dermatite in individui ipersensibili (Watt 1997).

Sommario
• Non irritante
• Non sensibilizzante
• Non tossico
• Non fototossico

Cautele
Dose massima raccomandata nelle creme cosmetiche = 0.01% (OE)
0.02% (assoluta)
Dose massima raccomandata nei profumi = 0.2%
Massimi livelli medi di utilizzo in generi alimentari = < 0.0002% (2 ppm)