Oli essenziali: una panoramica


Cosa sono, come acquistarli, come trovare i più adatti al proprio tipo di pelle, quali non usare in gravidanza e quali sì, e molto altro. 

[n.b. Non ci assumiamo responsabilità da danni derivati dall'uso improprio degli stessi ;-)] 

COSA SONO GLI OLII ESSENZIALI

Gli olii essenziali, detti anche olii eterei, a differenza degli olii da spremitura evaporano senza lasciare traccia d’unto, e sono fortemente profumati.Si ottengono per la maggior parte (lavanda, geranio, rosmarino…) da distillazione in corrente di vapore della pianta fresca, in pochi casi (fiori delicati come gelsomino che con il calore della distillazione perderebbero tutto il profumo) da estrazione con solventi, e solo nel caso degli agrumi per spremitura delle vescicole contenute nelle bucce. Le resine (mirra, benzoino, balsami del Perù e del Tolù) sono estratte normalmente in alcool o in altri tipi di solventi, che poi vengono distillati.
Per ottenere pochi millilitri di olio essenziale occorrono chili e chili di pianta; alcune come la lavanda, la palmarosa o il rosmarino hanno una buona resa, e quindi il loro costo resterà contenuto; altre (come rosa, gelsomino e neroli) una resa bassissima e il costo di conseguenza si alzerà  moltissimo.
Sono sostanze altamente concentrate, da maneggiare con cura e attenzione. Il fatto che siano sostanze naturali non significa affatto che siano sicure: da una parte possono curare o alleviare parecchi sintomi o malesseri, ma dall’altra sono potenzialmente tossici se non si rispettano le precauzioni d’uso, che consistono nel diluirli sempre secondo le percentuali raccomandate, in quanto sono irritanti ad alta concentrazione. La loro alta facilità di penetrazione attraverso la pelle non rende necessario preparare prodotti altamente concentrati; l’olio essenziale dà il meglio di sé, anche dal punto di vista odoroso, in forte diluizione.
Le essenze devono essere conservate al buio (chiuse in un armadietto, e nella loro scatolina di cartone) e al fresco, gli OE di agrumi, più delicati, vanno conservati in frigo. Tenerli lontani dalla portata dei bambini, potrebbero se ingeriti (sono riportati casi in letteratura di ingestione di 10 ml o anche più di olio essenziale) risultare anche mortali.

 OLI ESSENZIALI: COME ACQUISTARLI

Gli oli essenziali si trovano in vendita dappertutto, dalle bancarelle del mercato all’erboristeria, ma spesso non sappiamo se il prodotto che abbiamo comprato abbia veramente qualcosa a che fare con il nome della pianta stampato in etichetta…o se si tratta semplicemente di un profumo sintetico. Come fare a capire se i nostri oli essenziali sono autentici?

Purtroppo non esiste alcuna legge che imponga al produttore di dichiarare se l’essenza che sta vendendo è naturale o sintetica, quindi si trova in vendita veramente di tutto, cosa che può diventare veramente pericolosa nel caso di uso interno o di uso per via cutanea.
Le varie scritte che troviamo sulle confezioni ci aiutano poco: parole come olio essenziale, essenza, essenza pura al 100% si sprecano, comprendendo una vasta gamma di prodotti che spesso hanno molto di sintetico e molto poco di naturale. Per olio essenziale si intende esclusivamente un prodotto della distillazione in corrente di vapore (o spremitura bucce nel caso degli agrumi) del materiale vegetale, e non una qualsiasi altra estrazione.

Come fare per distinguere un vero olio essenziale da uno che non lo è?

Se l’abbiamo già comprato, basta farne cadere una goccia su un foglio di carta: l’olio sintetico, oppure tagliato con oli vegetali non odorosi si allarga poco, fa una goccia di unto che resta circa una giornata prima di assorbirsi, e comunque unge la carta rendendola trasparente in controluce (cosa valida per tutti gli OE escluse le resine come mirra e benzoino ad esempio). L’olio essenziale invece si allarga subito molto, non ha oleosità visibili, a distanza di un giorno è evaporato molto bene lasciando solo un lieve alone.

Se siamo in erboristeria e stiamo per acquistare, un modo di valutare la qualità è guardare se l'etichetta porta tutte le informazioni necessarie (nome italiano, botanico, parte usata, metodo usato, provenienza geografica, ecc.).  Se l’olio in questione riporta la scritta “per uso alimentare” questa è una garanzia in più, se l’indicazione è “essenza per ambienti” non potrà essere usato sul corpo e sarà probabilmente sintetico. Se viene venduto in boccette trasparenti invece che scure non può essere autentico, gli OE si alterano con la luce.

Un altro modo è conoscere i prezzi medi di almeno qualche olio essenziale per poter essere sicuri degli altri che non si conoscono: mai acquistare oli essenziali in boccette tutte uguali come contenuto e tutti allo stesso prezzo, le rese e la reperibilità delle piante sono talmente diverse che ad esempio la rosa non può costare quanto la lavanda.
Un esempio: l’olio essenziale di neroli costa circa 12 euro per 1ml, se ne trovate 10 ml a 12 euro o meno… è parfum o almeno è allungato, con cosa non si sa.
Oli economici sono limone e palmarosa (circa 8 euro per 10 ml)
Oli di medio prezzo sono lavanda, arancio, ylang ylang, geranio ed altri che costano sugli 8-9 euro per 5 ml
Oli molto costosi sono rosa e gelsomino (venduti in minuscole boccette da 1 ml, costano attorno ai 22 euro).

Poi vedere nella varietà di oli essenziali qualche OE che non esiste in commercio (tipo quello di violetta, di magnolia o di iris) garantisce che tutti gli OE di quella marca siano sintetici.

E adesso veniamo al problema sofisticazioni: sono di molti tipi, vanno dalle più grossolane come l’estrazione della pianta in glicole propilenico (invece che per distillazione), fino a cose ancora più grossolane, tipo diluizione del vero OE in oli grassi o in alcol. Gli ftalati sono dei classici adulteranti 'invisibili' per sostanze aromatiche, in particolare resinoidi, resine e oli essenziali 'pesanti', tipico l'uso per rendere meno viscoso il benzoino. Va da sé che essendo sostanze sulla cui eventuale tossicità non ci sono ancora dati certi, non vorremmo spalmarcele inconsapevolmente addosso.

Naturalmente non tutte le adulterazioni sono pericolose. Quando il produttore di lavanda francese la allunga con linalolo o acetato di linalile vi sta solo truffando ma non vi avvelena; quando lo stesso vi vende una lavanda della Tasmania come se fosse lavanda delle alpi francesi a 1400 mt, vi sta solo chiedendo il quadruplo o più del prezzo, ma la lavanda è originale.
Altre volte gli oli essenziali costosi vengono “ricostruiti” prendendo delle frazioni odorose di oli meno pregiati e mescolandole per avvicinarsi il più possibile al profumo della pianta da imitare… in questo caso avremo un olio essenziale naturale ma che con la pianta dichiarata in etichetta non ha niente a che fare (e si tratta di una truffa).

In conclusione, nel campo degli oli essenziali le buone occasioni non esistono, se l’OE costa poco è probabile che non sia autentico e quindi non utilizzabile in campo cosmetico o terapeutico. E occhio alle date di scadenza! Gli oli essenziali vecchi diventano irritanti, quindi controllare al momento dell’acquisto per evitare di ritrovarsi con un prodotto che scade magari dopo soli sei mesi.

 IL PROFUMO DEGLI OE

Ho sempre avuto un’attrazione per i profumi, e quando ho scoperto gli olii essenziali ho voluto comprarne alcuni… il problema è che in erboristeria non ci sono i tester, e si compra sempre a scatola chiusa, l’unico modo per conoscere una profumazione purtroppo è comprarla! In vendita ce ne sono più di un centinaio. Spesso il nuovo acquisto si rivela una delusione, e sarebbe auspicabile trovare qualcuno che almeno ci faccia dare un’anusatina per evitare di buttare via i soldi per una fragranza che proprio non sopportiamo.
Le descrizioni delle fragranze che si trovano sui libri di aromaterapia un po’ aiutano, ma altre volte sono fuorvianti… una volta mi è stato chiesto da una ragazza di descrivere le profumazioni di alcuni OE che aveva intenzione di comprare, e ve la riporto perché può costituire una buona base di partenza.

Ylang ylang: fiorito, pesante, se non ti piace il gelsomino (a cui non somiglia ma ha la stessa persistenza e grevità) evitalo. Dà il meglio di sè in dosi lillipuziane, a molti fa venire il mal di testa. Io lo adoro.
Incenso: uguale all'odore delle chiese, tremendo [n.d.Barbara3: ovviamente i giudizi sugli aromi sono i più soggettivi che ci possano essere, io per es. l'incenso LO ADORO :-D]. Interessantissimo mixato anadosi con l'ylang ylang.
Cannella: corteccia sa proprio di cannella (ricordati che è irritante, ma ne basta pochissima); foglie sa di chiodi di garofano, è meno irritante.
Cipresso: forte odore come l'albero, adatto forse a rendere meno dolce una profumazione fiorita, ma non lo comprerei, se non per la cellulite.
Eucalipto: si sa, come le caramelle Valda.
Garofano chiodi: esattamente l'odore della spezia, molto pepato.
Geranio bourbon: sa del classico antizanzara naturale, non è una profumazione che mi convince ed insistono a metterlo in tutti i rosa mix, che così diventano orrendi. Buono il mix da cuscino: 3 parti lavanda, 2 parti geranio, 1 parte arancio
Ginepro: verde, pungente e canforato, sa di conifera. Ricordati che è irritante e va usato a piccole dosi; come profumazione evitare, è anche molto "di base" e forte.
Issopo: altra profumazione verde scuro, erbacea e mediamente pesante, adatta ad arrotondare, in minima quantità, le note dolci. Non prendere se non quando ti sarai fatta una collezione di OE.
Neroli: fiorito e agrumato, leggermente amaro, nota media. A me fa impazzire, altri non lo sopportano. Non è greve, anzi è abbastanza leggero. Rende, come rosa e gelsomino, tantissimo, ne basta una goccia.
Noce moscata: speziato, pepato ma non troppo, dà il meglio di sè dopo strofinamento della pelle dove è stato applicato, allora viene fuori l'inconfondibile aroma di noce moscata, che altrimenti resta un po' nascosto. Come tutte le spezie, irritante (le più irritanti in assoluto: cannella corteccia, chiodi di garofano, e il costosissimo pepe nero).
Rosmarino: sa proprio di rosmarino ed è fantastico in combinazione con rosa, limone, neroli e arancio per l'acqua della regina d'ungheria, in cui arrotonda le note troppo alte degli agrumi e fiorite di neroli e rosa.
Tea tree: fa schifo da solo e in compagnia, se non si ha la candida evitare!
Salvia sclarea: fantastica, verde chiaro, euforizzante. Insuperabile in combinazione con lavanda e limone anadosi, ne basta una goccia e (dopo un paio di settimane) la profumazione si amalgama in qualcosa di frizzante e gradevolissimo. Da sola è troppo forte, dà un tocco in più che fa la differenza, ma in dosi minime (una goccia o meno).
Mirra: non la sopporto, a me sa di anice. Pesante, resinosa, non mi va.
Vaniglia: non sa di lievito bertolini ma dell'odore della bacca; è una nota di base, dolce e in qualche modo legnosa, che non si sente annusando il prodotto ma spalmandolo sulla pelle. Costosa, troppo.
Pepe nero: piccante e pepato, senza grande caratterizzazione come le altre spezie piccanti, non mi dice molto.
Petit grain: insuperabile per ancorare, enfatizzare e rendere più rotonde le profumazioni di soli agrumi; ha l'odore delle foglie del limone o dell'arancio, irrinunciabile.
Vetiver: profumazione verde intenso, pesante e terrosa, sa quasi di muffa. Poco a che vedere con le profumazioni di vetiver dei vari bagnoschiuma. Probabilmente dà il meglio di sè in diluizione, ma non ho sperimentato.
Cedro: se il legno, è un profumo marrone, molto legnoso, di base. Serve, al pari del sandalo e delle resine, ad ancorare la profumazione. Se lo metti in mix però dà una caratterizzazione ben precisa, ovvero non si fonde molto e si sente tantissimo.
Gelsomino: fantastico, costa uno sproposito ma rende tantissimo. Greve e fioritissimo, non piace a tutti e può dare mal di testa. Dà il meglio di sè in forte diluizione.
Sandalo: nota di base, legnosa e calda, anche questa àncora e fa durare più a lungo le profumazioni, ma inquina con il suo odore davvero forte le altre note. Per affezionati.
Zenzero: aroma pungente e piccante, davvero infelice, si sposa male con tutto. Solo per affezionati.

DILUIZIONI

Per il corpo: 2-2.5%. Normalmente ci vogliono 25-30 gocce di olio essenziale per ottenere 1 ml, quindi per un olio da massaggio per il corpo utilizzeremo 98 ml di olio vettore e 50-60 gocce di OE; in caso di trattamenti particolari e localizzati (un olio per trattare una micosi ad esempio) si possono anche aumentare le dosi fino al 5%.

Per il viso: 0.5-1%. Alcuni OE molto profumati, come rosa, gelsomino o ylang ylang non hanno bisogno di dosaggi così elevati, ne basta una goccia su 50 ml di crema o di olio.

Maschere viso: 4 gocce nella dose che serve per un trattamento.

Trattamenti per unghie: 20 gocce di OE di limone in 5 ml di olio di oliva

OLII ESSENZIALI PER I VARI TIPI DI PELLE

PELLE NORMALE: camomilla, rosa, geranio, gelsomino, ylang ylang, neroli, sandalo, arancio, incenso, lavanda.

PELLE GRASSA: bergamotto, limone, lavanda, cipresso, ginepro, mirto, arancio, cedro, citronella, rosmarino, incenso, sandalo, menta, eucalipto, ylang ylang, benzoino, tea tree.

PELLE SECCA: camomilla, sandalo, patcouli, gelsomino, geranio, neroli, rosa, ylang ylang, salvia sclarea.

PELLE MATURA: incenso, sandalo, neroli, gelsomino, benzoino, patchouli, mirra, rosa, lavanda, arancio, ylang ylang, limone.

OE FOTOTOSSICI ( Marco Valussi)

Sono quegli olii essenziali che applicati sulla pelle prima di un’esposizione solare possono produrre forti eritemi e macchie scure indelebili.

Legenda
(1) materiale aromatico sottoposto a restrizioni di uso dall’IFRA. Non usare al di sopra del limite indicato. La pelle non deve essere comunque esposta al sole o a raggi UV per almeno 12 ore dopo l’utilizzo.
(2) materiale aromatico moderatamente fotosensibilizzante

Angelica radice (1) Angelica archangelica radix; (0.78%)
Arancio amaro (1) Citrus aurantium var. amara (1,4%)
Bergamotto (1) Citrus aurantium var. bergamia (0.4%)
Calendula (1) Tagetes minuta e T. patula (0.01%)
Carvi (2) Carum carvi
Cumino (1) Cuminum cyminum (0.4%)
Lime (1) Citrus aurantifolia (0.7%)
Limone (1) Citrus limonum (2%)
Petitgrain di Mandarino (1) Citrus reticulata (C. nobilis var. deliciosa) (0.168%)
Pompelmo (1) Citrus x paradisi (0.4%)
Ruta (1) Ruta graveolens (0.15%)
Verbena odorata (2) Lippia citriodora

OE IRRITANTI

Sono quegli OE che a concentrazioni più o meno alte possono irritare la pelle.

Basilico
Pepe nero e tutte le spezie piccanti in generale
Cannella corteccia
Ginepro
Limone e agrumi in generale
Lemongrass
Menta
Pino
Timo

IN GRAVIDANZA


Concentrazione massima consentita per il corpo: 0.5%, cioè 12-15 gocce su 100 ml.

Olii consentiti:

lavanda
rosa
pompelmo
bergamotto
mandarino
vetiver
camomilla
gelsomino
ylang ylang
petit grain
sandalo
patchouli
geranio
incenso

OE da evitare durante tutta la gravidanza:

basilico
chiodi di garofano
cannella
citronella
cedro rosso
issopo
ginepro
maggiorana
mirra
noce moscata
salvia officinale
salvia sclarea
semi di sedano
timo
tuia

OE da evitare nei primi quattro mesi di gravidanza:

angelica
finocchio
rosa
menta
legno di Cedro dell'Atlante
rosmarino

Per il viso meglio evitare tutti gli OE fototossici (agrumi) perchè già alcune hanno la tendenza a sviluppare melasma gravidico, quindi cerchiamo di non aiutarlo.

In generale, profumare poco, magari con un'essenza gradita che renda molto (che so, una goccia di vero autentico OE di gelsomino, quello da 22 euro 1 ml, profuma egregiamente 100 ml di olio o crema) ed evitare i profumi forti, durante la gravidanza l'olfatto è molto più ricettivo e si sviluppano "rifiuti" a certi odori che durano anni.

Come avrete notato, vietati rosmarino e ginepro. Quindi niente essenze anticellulite, niente olio delle fate e degli esseni, niente olio delle coccole che contiene tuia.

Le essenze alimentari agli agrumi vanno bene, alla vaniglia anche (vera o vanillina sintetica) evitare la mandorla.