Tinture per capelli fai-da te: occhio ai prodotti “naturali”

hennèIl settimanale il Salvagente ha scoperto che, a dispetto della dichiarata naturalezza, molti cosmetici per capelli hanno additivi e coloranti chimici che possono provocare allergie. Ecco le sostanze da evitare

Che sia per ravvivare un colore spento o per coprire i capelli bianchi, il mercato delle tinture fai-da-te va alla grande. Tra le donne, ma anche tra gli uomini. Secondo le statistiche, in Italia le utilizza circa il 60% della popolazione femminile (dalle signore anziane alle ragazzine) e tra il 5 e il 10% degli uomini. E quando si tratta di scegliere i più non hanno dubbi: molto meglio un prodotto naturale, forse meno duraturo ma sicuramente più delicato e più sicuro. 

Secondo alcuni studi, infatti, l’uso delle tinture chimiche può provocare allergie alla cute. Dunque, è più opportuno optare per cosmetici naturali. A patto che naturali lo siano veramente. Sulla base delle analisi realizzate dal mensile tedesco “Ökotest” il settimanel ilSalvagente ha scoperto che, alla faccia della dichiarata naturalezza, molte tinture hanno additivi e coloranti chimici. Il settimanale dei consumatori, nel numero in edicola da giovedì 28 ottobre, ne ha messe a confronto 8 vendute in Italia nelle erboristerie, nei negozi biologici e on line. E l’amara sorpresa non è mancata: solo 3 tra quelle considerate possono vantare la presenza esclusivamente di sostanze vegetali. Sono la tintura della Logona, quella della Sante e il prodotto di Lush, la catena di negozi di saponi e cosmetici fatti a mano. 

Gli altri, compresi quelli il cui nome commerciale rimanda all’henné, ossia la tintura naturale per eccellenza, rafforzano il prodotto con “aiutini” chimici. Del resto a insospettire dovrebbe essere già la vasta gamma di colorazioni offerte. SpiegaMarinella Trovato, segretaria generale della Società italiana di scienze e tecniche erboriste: “Le tinture naturali, ossia soprattutto l’henné e il mallo di noce, riescono al massimo a riflessare i capelli, non certo a cambiare il colore o a coprire i capelli bianchi. Tra l’altro l’henné è arancione, quindi dà riflessi ramati (che variano a seconda del colore naturale dei capelli, ndr) e il mallo di noce è marroncino: miscelando tra di loro le diverse sostanze (c’è anche l’isatis tintoria) si può al massimo riuscire a ottenere un castano. Ma non molto di più. Quindi le tinture che si dichiarano naturali, e contestualmente offrono diverse tonalità di colorazione, devono quantomeno insospettire”. E infatti l’Henné Masria del campione testato dal Salvagente, che promette un rosso ardente, alla Lawsonia inermis (il nome botanico dell’henné) aggiunge, seppure in piccolissima percentuale, il picramato di sodio, un colorante sintetico che potenzia il colore ed esalta il rosso. 

Ma il picramato non è certamente l’unico né il più sospetto tra gli additivi chimici presenti in queste tinture supposte naturali. Si va dalle ammine aromatiche alla resorcina, un fissante utilizzato per far sì che i pigmenti attecchiscano, ai compostialogeno-organici (conservanti in grado di scatenare allergie), ai Peg che rendono i tessuti più permeabili e dunque la cute più vulnerabile alle sostanze dannose. 

Tra le ammine aromatiche quella più comunemente usata nelle tinture è laparafenilendiamina (Ppd), un allergene molto potente capace di scatenare allergie e dermatiti su un sempre maggior numero di persone e già schedato dal Comitato scientifico per i prodotti di consumo della Commissione europea come “fortemente” sensibilizzante. Attualmente la legislazione europea ne ha ammesso l’uso nelle tinture per capelli nel limite del 2%. 

Ma, normativa a parte, perché anche i prodotti che si presentano come tinture vegetali hanno tutta questa chimica? “In effetti c’è un evidente controsenso tra quello che raccontano in etichetta e quello che si trova tra gli ingredienti. Il problema è che spesso già la materia prima, in questo caso l’henné, arriva dal paese d’origine arricchito con additivi chimici”, spiega la Trovato. “Per questo noi continuamente stimoliamo i produttori a fare controlli sulle materie prime in ingresso e gli erboristi e i farmacisti a fornire informazioni corrette a chi acquista. Tuttavia c’è un modo semplice per accorgersi se il prodotto è davvero solo a base vegetale: le sostanze naturali sono sempre indicate in etichetta con il nome botanico in latino, viceversa quelle chimiche appaiono con il nome in inglese. In questo secondo caso è bene chiedere al venditore di che sostanza si tratti”. 
(27 Ottobre 2010)
Fonte: http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2010/10/27/tinture-per-capelli-fai-da-te-occhio-ai-prodotti-naturali/?ref=HRSN-1