Cenni sulla detersione

di Dr.Piero Di Lauro (20/12/2008 - 21:13)

Atto igienico personale - Rituale catartico antistress - Bisogno sociale migliorativo della vita di relazione


La detersione è la rimozione dello sporco
A) Lo sporco esogeno deriva dalla contaminazione ambientale e si adagia sul film idrolipidico che riveste lo strato corneo, idratandolo, conferendogli protezione meccanica, consentendo lo sviluppo della flora batterica residente saprofita.
B) Lo sporco endogeno deriva dai detriti tessutali e dalle secrezioni sebacea e sudorale.

Il distacco dello sporco dal substrato pelle è possibile grazie ai TENSIOATTIVI, sostanze dotate di attività di superfice, in grado di variare la tensione superficiale dell’acqua e delle particelle sporco/grasso.
Con essi aumenta il potere bagnante dell'acqua, mentre le particelle di sporco/grasso si distaccano dalla superfice, su cui sono adagiate, per rimanere prima sospese in acqua e quindi venire allontanate col risciacquo.

In soluzione acquosa i tensioattivi si comportano diversamente secondo le caratteristiche elettrochimiche; in base alla carica assunta dalla porzione idrofila possono essere classificati in:

- Anionici (aventi carica negativa).
- Cationici (aventi carica positiva).
- Anfoteri (aventi entrambe le cariche, con prevalenza dell’una o dell’altra a seconda del valore del pH).
- Non Ionici (non aventi cariche elettriche).
I saponi tradizionali sono tensioattivi anionici; chimicamente sono sali alcalini (in genere sodio e potassio) di acidi grassi deboli (laurico, oleico, stearico); si idrolizzano in ambiente acquoso, generando soluzioni a pH alcalino. E' per questo che l’uso dei saponi porta inevitabilmente ad un innalzamento, anche se temporaneo, del pH cutaneo. Inoltre, in presenza di sali di calcio e magnesio, di cui sono ricche le acque particolarmente dure, danno luogo alla formazione di sali insolubili, che si depositano su pelle e capelli.
I Syndet sono tensioattivi sintetizzati in alternativa ai saponi tradizionali e per ovviare agli inconvenienti da essi presentati.
Tra i primi gli achilsolfati, dotati di un eccessivo potere sgrassante e perciò poco adatti alla detersione della pelle.
Meno irritanti e meglio tollerati dalla cute i syndet anionici sottoposti a processi di etossilazione (alchiletossisolfati), o, dalle ricerche successive, i solfosuccinati e gli acilglutammati.
Non vengono usati nei detergenti cutanei i syndet cationici, perchè privi di caratteristiche detergenti un effetto balsamo, in quanto neutralizzano le cariche elettriche negative delle cheratine; hanno inoltre elevato potere antimicrobico.

I tensioattivi anfoteri possiedono la capacità di comportarsi come anionici o cationici a seconda del pH. Sono dotati di buone capacità schiumogene, detergenti e bagnanti, pur mantenendo un’elevata tollerabilità; vengono anche usati in combinazione con gli anionici, allo scopo di ridurne l'aggressività. Le molecole oggi più utilizzate sono i derivati betainici e imidazolinici ad elevata compatibilità con pelle e occhi.

I tensioattivi non ionici non si ionizzano in soluzioni acquose essendo privi di cariche nette; sono dotati di elevata tollerabilità, ma sono, in genere, poco schiumogeni e pertanto vengono poco usati come tensioattivi primari nei prodotti per la detersione, vengono associati e trovano applicazione come emulsionanti o solubilizzanti. I più recenti tensioattivi non ionici derivati dal glucosio hanno caratteristiche tali da poter essere usati anche da soli e con buone performance.
In un prodotto dedicato alla detergenza oltre ai tensioattivi primari e/o secondari hanno un ruolo importante: stabilizzanti della schiuma, regolatori della viscosità, agenti sostantivanti per cute e capelli, surgrassanti, solubilizzanti principi attivi e/o essenze dermofunzionali o coloranti, modificatori del pH, stabilizzanti microbiologici, emollienti, antinfiammatori.In un prodotto dedicato alla detergenza oltre ai tensioattivi primari e/o secondari hanno un ruolo importante: stabilizzanti della schiuma, regolatori della viscosità, agenti sostantivanti per cute e capelli, surgrassanti, solubilizzanti principi attivi e/o essenze dermofunzionali o coloranti, modificatori del pH, stabilizzanti microbiologici, emollienti, antinfiammatori.
La DETERSIONE PER AFFINITA' non si serve di molecole tensioattive, ma si basa sulla possibilità di sostituire in superfice la frazione idrolipidica del film cutaneo su cui è depositato lo sporco tramite sostanze grasse e di solubilizzare in esse lo sporco/grasso; è necessaria poi una forza meccanica, in genere attraverso un tampone, oppure il risciacquo con l’acqua, come nella detersione tradizionale, per veicolare e portare via lo sporco. Questo tipo di detersione è caratteristico dei latti detergenti e degli olioshampoo.
Una pratica molto frequente è addizionare ai prodotti per la detersione sostanze ad attività specifica (DERMOFUNZIONALI) come, ad esempio, disinfettanti antibatterici (clorexidina, acido undecilenico, piroctoneolammina) o fitoestratti ad azione antinfiammatoria, lenitiva, antimicrobica (acido 18bglicirretico, mimosa tenuiflora malaleuca alternifolia). Per contrastare i fenomeni di alcalinità si addizionano acidi organici deboli (a-b-polidrossi acidi) o, per preservare l’idratazione, sostitutivi del film idrolipidico (filmogeni).
La detersione non equilibrata può indurre una serie di scompensi così riassumibili:
- Azione delipidizzante
- Modificazione del pH cutaneo
- Alterazione della flora cutanea
- Alterazione dello strato corneo
- Disidratazione e aumento della TEWL (perdita idrica transepidermica)
- Azione irritante
- Azione sensibilizzante
Tali squilibri sono correlati tra loro con un meccanismo a catena: la delipidizzazione conseguente all’asportazione delle sostanze disperse nel film idrolipidico comporta modifiche del pH e variazioni della flora cutanea, nonchè disidratazione ed esposizione del corneo agli agenti aggressivi fisici e chimici (desquamazione, fissurazione), perdita della funzione barriera, fenomeni tossici diretti con il rilascio dei mediatori chimici dell’infiammazione. Oltre l’istaurarsi di una dermatite irritativa, tali alterazioni inducono anche la possibilità di una sensibilizzazione allergica in soggetti predisposti. La permanenza sulla cute di sali di acidi grassi di Ca e Mg, insolubili in acqua, può portare all’occlusione degli osti follicolari e dei dotti sudoripari (Follicoliti Miliaria).
Dott. Paolo CATERINO
Dermatologo
Specialista Ambulatoriale
A.S.L. CE 2


Fonte